L’insufficienza venosa: cause e sintomi

insufficienza venosa

 

L’Insufficienza Venosa Cronica (IVC) rappresenta una sfida crescente per la sanità pubblica, con impatti significativi sulla qualità di vita dei pazienti e sull’economia sanitaria. Questa patologia insidiosa deriva da un insufficiente flusso sanguigno venoso, che persiste per lunghi periodi causando dilatazione ed elevata pressione venosa. 

Normalmente, le vene delle gambe trasportano il sangue deossigenato dal corpo al cuore. Quando ci si trova in posizione eretta, il sangue deve contrastare la forza di gravità per tornare al cuore. Questo avviene grazie alle valvole unidirezionali e alla contrazione muscolare che spinge il sangue verso l’alto. Le valvole, distribuite lungo le vene superficiali, profonde e perforanti, garantiscono che il sangue proceda solo in avanti, prevenendo il reflusso e l’accumulo nelle gambe. 

Tuttavia, anomalie come coaguli nelle vene profonde, danni alle valvole venose o vene varicose possono compromettere questo sistema. Il reflusso di sangue danneggia valvole e vene, aumentando la pressione e ostacolando il flusso sanguigno. Nel tempo, l’infiammazione cronica derivante da questa pressione elevata può portare all’Insufficienza Venosa Cronica, manifestata da macchie scure sulla pelle, tessuto cicatriziale indurito e ulcere persistenti sulle gambe. 

Fattori aggiuntivi come la debolezza venosa o la ridotta mobilità delle caviglie possono contribuire alla progressione di questa patologia. Prestare attenzione precoce a sintomi come gonfiore, dolore o cambiamenti cutanei è cruciale per prevenire e gestire l’IVC, migliorando così la qualità della vita dei pazienti e riducendo gli oneri economici associati. 

L’insufficienza venosa cronica è più comune in Europa occidentale, negli Stati Uniti e in altri Paesi industrializzati, piuttosto che nei Paesi in via di sviluppo, probabilmente a causa dello stile di vita e dei livelli di inattività. Si stima che oltre 25 milioni di adulti negli Stati Uniti siano affetti da IVC di cui circa sei milioni con l’insufficienza venosa cronica avanzata. La prevalenza complessiva della IVC varia da <1% al 40% nelle donne e da <1% al 17% negli uomini. Per quanto riguarda la prevalenza internazionale della IVC valutata su 99.359 persone, è stata riportata come 29,9%, 26,6%, 24,9% e 19,8%, rispettivamente in Europa orientale, America Latina, Europa occidentale e Asia. 

Tra le principali cause associate all’insufficienza venosa cronica ritroviamo: 

  • età avanzata; 
  • storia familiare di malattia venosa; 
  • storia di trombosi venosa; 
  • storia di traumi agli arti inferiori; 
  • intervento chirurgico; 
  • sesso femminile; 
  • gravidanza; 
  • obesità; 
  • fumo; 
  • posizione eretta prolungata; 
  • immobilità.  

Nei pazienti geriatrici, l’età avanzata è il fattore di rischio maggiore. Questa dipendenza dall’età è in parte dovuta a una correlazione tra l’età avanzata e l’aumento del deterioramento della parete venosa e della pressione venosa dovuta all’indebolimento dei muscoli del polpaccio. Uno studio ha riportato che per ogni aumento di età di un anno, il rischio di IVC aumenta del 6%. L’insufficienza venosa cronica è anche più diffusa nelle persone che svolgono professioni che richiedono una prolungata permanenza in piedi; infatti, diversi studi indicano che la prolungata posizione seduta o in piedi contribuisce all’IVC, probabilmente a causa di un aumento prolungato della pressione venosa. Di conseguenza, le persone anziane che in passato hanno svolto professioni che richiedevano di stare seduti o in piedi per lungo tempo sono probabilmente più a rischio di IVC.  

I segni e sintomi dell’insufficienza venosa cronica variano in base alla gravità e alla durata della malattia. I pazienti affetti da IVC possono manifestare vene dilatate, gonfiore e alterazioni cutanee come macchie scure e infiammazione. Tra i sintomi riportati vi sono sensazione di pesantezza alle gambe, dolore, bruciore, ulcerazioni cutanee, e crampi agli arti inferiori che possono limitare la mobilità. La sintomatologia associata all’IVC tende ad aggravarsi con la stazione eretta prolungata, ma migliora con l’elevazione delle gambe. Circa il 20% dei pazienti può sperimentare anche prurito o formicolio. 

In alcuni casi, le zone vicine alle vene colpite possono sviluppare tromboflebite superficiale, caratterizzata da dolore, indurimento e infiammazione lungo le vene coinvolte. La claudicazione venosa dolorosa può verificarsi a causa di ostruzioni nel sistema venoso profondo. 

Quando l’IVC progredisce, può insorgere una condizione chiamata lipodermatosclerosi, con indurimento del tessuto sottocutaneo, specialmente intorno alla parte interna della caviglia. Nel tempo, questa rigidità può estendersi lungo la gamba. 

Nelle fasi più avanzate, l’IVC può causare complicazioni come linfedema e cellulite. Possono comparire anche ulcere venose sulle gambe, spesso localizzate intorno alla parte interna della caviglia ma presenti in qualsiasi punto della gamba. Queste ulcere, non profonde e con margini irregolari, possono sanguinare leggermente e presentare tessuto rosso brillante al centro. La gestione di queste ulcere può essere particolarmente complessa nelle persone anziane. 

In conclusione, l’insufficienza venosa cronica è una patologia diffusa che rappresenta un notevole onere sia per il sistema sanitario che per l’economia, e può risultare complessa da individuare e trattare. I pazienti affetti da questa condizione devono gestirla in modo continuo, sotto la supervisione degli operatori sanitari. 

Per i pazienti con insufficienza venosa cronica, la qualità della vita può essere compromessa a causa del dolore, delle limitazioni lavorative dovute ai trattamenti e delle frequenti visite mediche. Una diagnosi accurata, fondata su una solida comprensione dell’anatomia venosa, è essenziale per determinare il trattamento più appropriato. Prevenzione e intervento tempestivo sono fondamentali per gestire al meglio questa patologia così diffusa. 

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