La Gestione dell'Insufficienza Venosa Cronica per una migliore qualità di vita

insufficienza venosa cronica

 

L’insufficienza venosa cronica (IVC) è una condizione spesso non diagnosticata tempestivamente che compromette significativamente la qualità della vita dei pazienti generando un aumento dei costi sanitari. Questa patologia può manifestarsi con diversi sintomi come vene visibili, dolore, gonfiore e lesioni cutanee. 

La IVC è piuttosto comune, soprattutto tra gli anziani, e può portare a ulcere alle gambe che guariscono lentamente. È essenziale che i medici informino i pazienti, soprattutto quelli con fattori di rischio elevati, riguardo alla prevenzione e alla gestione della IVC al fine di evitare complicazioni più gravi e dispendiose. 

La prevalenza globale dell’insufficienza venosa cronica varia ampiamente, da meno dell’1% al 17% negli uomini e meno dell’1% al 40% nelle donne. Questi intervalli sono probabilmente attribuiti a variazioni nell’applicazione dei criteri diagnostici, alla disponibilità di risorse mediche per diagnosticare e trattare, nonché alla dispersione dei fattori di rischio delle popolazioni globali.  

I fattori di rischio comuni per la IVC includono:  

  • età avanzata;  
  • storia familiare di malattie venose;  
  • fumo;  
  • obesità;  
  • permanenza prolungata in posizione eretta o seduta;  
  • storia di trombosi venosa;  
  • gravidanza;  
  • storia di traumi agli arti inferiori;  
  • interventi chirurgici.  

L’esercizio fisico mirato alla forza muscolare degli arti inferiori e alla mobilità delle caviglie, insieme alla fisioterapia, può migliorare la mobilità generale, promuovere la perdita di peso e rafforzare il muscolo del polpaccio. Ciò aumenta l’ampiezza dei movimenti della caviglia, facilitando il ritorno venoso. Questo potrebbe ridurre l’edema alle gambe e migliorare le alterazioni cutanee causate dalla malattia venosa cronica. Inoltre, potrebbe alleviare i sintomi e i segni della sindrome post-trombotica, anche se le prove disponibili sono limitate. 

I pazienti con insufficienza venosa cronica sintomatica, ma senza ulcere attive, possono beneficiare di trattamenti che non richiedono interventi invasivi. Questo vale anche per chi sta aspettando o ha già fatto un intervento chirurgico ma continua ad avere sintomi. Le nuove evidenze suggeriscono che l’esercizio fisico e la perdita di peso possono aiutare, specialmente per i pazienti obesi, a ridurre i sintomi e rallentare la progressione della IVC. 

La terapia di compressione è un aspetto cruciale nel trattamento conservativo delle malattie venose croniche. Essenzialmente, consiste nell’applicare una pressione graduata sulle gambe attraverso l’uso di dispositivi speciali, come calze o bendaggi, al fine di migliorare il flusso sanguigno e ridurre il gonfiore. 

Questa terapia è stata ampiamente dimostrata come efficace nel controllare i sintomi della IVC, come il dolore e il gonfiore delle gambe, e nel prevenire il peggioramento della condizione. Inoltre, può essere utile nel ridurre l’indurimento della pelle nelle zone colpite dalla lipodermatosclerosi (condizione in cui la pelle diventa dura, ispessita e tende a diventare di colore marrone scuro o rosso) e dall’atrofia bianca (condizione in cui la pelle diventa più sottile, fragile e tende a diventare di colore bianco), che sono complicanze comuni associate alla IVC. 

È importante sottolineare che la terapia di compressione può essere utilizzata con successo sia nelle persone con ulcere venose già guarite che in coloro che presentano ulcere attive, poiché la terapia di compressione gioca un ruolo significativo nel processo di guarigione delle ulcere venose e nella prevenzione delle ricadute. 

Nonostante i suoi benefici, è importante riconoscere che la terapia di compressione potrebbe non essere accettata o seguita correttamente da tutti i pazienti. Alcune persone potrebbero avere difficoltà ad abituarsi a indossare le calze di compressione o potrebbero incontrare problemi con la regolarità del trattamento. Pertanto, è fondamentale fornire un sostegno e un’educazione adeguata ai pazienti per garantire una migliore aderenza al trattamento e risultati ottimali. 

Nella pratica clinica, le misure conservative possono essere utilizzate da sole o in combinazione, temporaneamente o per un periodo più lungo, come parte di una decisione condivisa tra medico e paziente. Un approccio individualizzato dipenderà anche dalle circostanze locali e dalle risorse sanitarie disponibili. 

In sintesi, l’insufficienza venosa cronica è una condizione spesso sottovalutata, ma che può avere un impatto significativo sulla salute e sulla qualità della vita dei pazienti.  

Il ruolo dell’educazione e della consapevolezza nella prevenzione e nella gestione dell’IVC, specialmente tra le persone a rischio è di fondamentale importanza. L’adozione di uno stile di vita sano, che include l’esercizio fisico regolare e il controllo del peso, è stata identificata come una strategia chiave per ridurre i sintomi e rallentare la progressione della malattia. 

Inoltre, è stata evidenziata l’importanza della terapia di compressione nel trattamento conservativo della IVC. Questa terapia è stata dimostrata efficace nel controllare i sintomi, migliorare la circolazione e favorire la guarigione delle ulcere venose. Tuttavia, sono stati riconosciuti i potenziali ostacoli legati all’accettazione e alla compliance dei pazienti con questo trattamento, sottolineando la necessità di un sostegno e di un’educazione adeguata. 

È importante quindi un approccio personalizzato nella gestione dell’IVC, tenendo conto delle esigenze specifiche dei pazienti e delle risorse disponibili nel contesto locale. Questo approccio consente di massimizzare i risultati del trattamento e migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da questa condizione cronica. 

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