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L'importanza dell'alimentazione e dello stile di vita per le emorroidi

alimentazione emorroidi

La malattia emorroidaria è una delle patologie ano-rettali più comuni. Generalmente le emorroidi sono asintomatiche e vengono considerate una malattia solo se diventano sintomatiche e questo avviene quando il cuscinetto vascolare ano-rettale fisiologico scivola e causa sintomi anali come sanguinamento, prurito e dolore. Curare l’alimentazione per le emorroidi può essere fondamentale.

 Sembra che Il tasso di prevalenza delle emorroidi asintomatiche sia del 4,4% nella società occidentale. Infatti, negli Stati Uniti, nel 2004, le emorroidi sono state associate a 3,2 milioni di casi di visite ambulatoriali, 306.000 ricoveri e 2 milioni di prescrizioni di farmaci, mentre in Germania vengono eseguite ogni anno circa 50.000 emorroidectomie in regime di ricovero. Tuttavia, mancano dati affidabili sulla prevalenza a causa dell’elevato numero di casi non segnalati, in quanto molti pazienti evitano di parlarne col proprio medico.

Le cause dello sviluppo della malattia emorroidaria sono ancora poco conosciute; tuttavia, sono stati suggeriti possibili fattori contribuenti, tra cui la mancanza di fibre nella dieta, l’eccesso di tempo di defecazione, la stipsi, la diarrea, la gravidanza, lo stile di vita sedentario, la disfunzione del pavimento pelvico e un’anamnesi familiare positiva. In particolare, uno dei fattori di rischio per la comparsa delle emorroidi è l’abitudine di consumare poche fibre nell’alimentazione. Infatti, mangiare cibi a basso contenuto di fibre può causare stitichezza e questo provoca uno sforzo durante la defecazione che genera l’allungamento e l’allargamento dei vasi sanguigni della zona anale, ovvero del plesso emorroidario, a causa dell’elevata pressione dall’interno. Se questo accade continuamente, i vasi sanguigni non saranno in grado di tornare alla loro forma originale e, con il passare del tempo, si formerà un rigonfiamento delle emorroidi che non potrà essere reinserito nell’ano, per cui si dovrà ricorrere ad un intervento chirurgico.

Pertanto, uno degli approcci dietetici proposti per trattare con l’alimentazione i sintomi delle emorroidi  di grado I e II prevede:

  • l’assunzione di due cucchiai di olio d’oliva prima di colazione ogni giorno fino alla scomparsa dei sintomi, che in genere avviene in 5-15 giorni;
  • Il consumo quotidiano di una tazza (circa 75 ml) di melograno bollente con la buccia (secca o fresca);
  • Assunzione di molta acqua e liquidi per garantire un’urina di colore giallo chiaro ogni 3 o 4 ore;
  • il consumo a colazione di mele, banane, yogurt, uovo sodo oppure semi di melograno freschi e pane tostato;
  • durante il pranzo, di includere un piatto di aringhe affumicate o di pesce crudo salato con una varietà di verdure, in quanto gli alimenti salati hanno un effetto negativo sulla crescita di parassiti e batteri. Inoltre, sembra che una diminuzione dei livelli di cloruro nel sangue possa far rilassare e sporgere i muscoli che circondano l’ano;
  • per la cena, il consumo di pollo o coniglio con una porzione abbondante di verdure fino a quando i sintomi delle emorroidi non si saranno risolti;
  • prima di andare a letto, l’assunzione di una tazza di yogurt con una mela.

Questa dieta dovrebbe alleviare i sintomi delle emorroidi di grado I o II dopo circa 5-15 giorni.

Dunque, le modifiche dello stile di vita e l’alimentazione sono la prima linea di trattamento per le emorroidi di I e II grado, tanto è vero che anche la sedentarietà è considerata un fattore di rischio per lo sviluppo della malattia. Infatti, l’obiettivo dell’attività fisica per le persone con le emorroidi è quello di favorire la regolarità dei movimenti intestinali, migliorare la circolazione e rafforzare i muscoli della zona pelvica e della schiena. Al contrario, la mancanza di attività fisica può contribuire alla stitichezza, a peggiorare la patologia in corso, a scatenare una recidiva o addirittura a causare nuovi problemi in chi non ha mai avuto emorroidi. Gli esercizi generalmente considerati sicuri ed efficaci per la gestione e la prevenzione della malattia emorroidaria includono attività aerobiche, come la camminata e il nuoto, o esercizi di movimento controllato che aiutano a rafforzare i tessuti addominali e rettali, come lo yoga, mentre gli esercizi da evitare sono quelli che tendono ad esercitare una pressione sulle aree sensibili, come il ciclismo, il canottaggio, l’equitazione o alcuni esercizi di sollevamento pesi che prevedono la manovra di Valsalva. Pertanto, ai pazienti deve essere consigliato di non rinunciare all’attività fisica, ma di scegliere la giusta routine di esercizi, sostenendo in tal modo la regolarità intestinale. Nel complesso, un’attività fisica moderata (20-60 minuti, 3-5 giorni alla settimana) dovrebbe essere raccomandata ai pazienti perché migliora la qualità della vita e può aiutare a gestire efficacemente i sintomi delle emorroidi.

In conclusione, oltre all’aumento dell’apporto di fibre solubili nella dieta, è necessario consigliare alle persone che soffrono di emorroidi di qualsiasi grado una modifica dello stile di vita e nell’alimentazione. Queste modifiche includono l’assunzione di liquidi adeguati, l’esercizio fisico regolare, l’integrazione con trattamenti appropriati e personalizzati.

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